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Signora Sindaco: Debate about the Feminization of Professional Titles in Italy

By Robin Wilson Adapted from Wikimedia The debate about the feminine form of certain words of profession in the Italian language, specifically job titles, was brought back to the fore with the election of Virginia Raggi, the newly-elected mayor of Rome. She is, in fact, the first ever female mayor of Rome. With her election came the question of whether the word sindaco ‘mayor’ would be used to describe her as occupying the position of the major. Until recently, sindaco had no widely recognized feminine form in the Italian language. The dominant use of masculine words for titles and professions within the Italian language, however, is not a new phenomenon. Attitudes and inequalities associated with such a dominance was raised as early as 1987 by the researcher and activist Alma Sabatini in her influential treatise Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana ‘Recommendations for a non-sexist use of the Italian language’. Although Sabatini’s recommendations we...

La lingua fatta dalla television or the language created by the television (?)

by Amanda Oster Amanda Oster is a senior in Mathematics and Italian. After graduation she is continuing her education in graduate school to study cryptography. She is planning on using her language and mathematical skills in code-breaking for international organizations. She wrote this text as a student in 418 ‘Language and Minorities in Europe’ in the spring of 2015. Image Source Italy is a country full of dialects, languages, outsiders. A common Italian language was virtually non-existent until a specific dialect was chosen to be taught in schools and used throughout the public spheres of Italian life. Italian illiteracy was uncommonly high in the first half of the 20th century, but sits today at only 1% (Homolaicus). The whole process was expedited immensely by the introduction of television. In 1954, 48% of the Italian population had access to television, and seven years later it increased to 97% (Homolaicus). Reaching this much of the population was enormous, and the Ita...

Educazione basca: dalla clandestinità alla fama

by Eider Etxebarria Zuluaga Eider Etxebarria Zuluaga is a graduate student in Spanish Linguistics at the University of Illinois. Eider is planning on finishing her Master’s degree and continuing with a Ph.D. in the same field. She is planning on teaching Basque and Spanish in the future. She wrote this text as a student in 418 ‘Language and Minorities in Europe’. Image Source 1896 è stato un’anno memorabile per la storia della riabilitazione della lingua basca. Fu in questo anno che Kolejio-Ikasteche a adottò integralmente l’euskera, the Basque language, come lingua d’insegnamento; fu la prima scuola e venne fondata da Resurrección María de Azkue (1864-1951) in Bilbao. Sfortunatamente chiuse dopo quattro anni per la mancanza di studenti. All’inizio del XX secolo si svilupparono scuole di indole più comunitaria nelle regionivasco-parlanti: auzo-eskolak (scuole di vicinato). La Seconda Republica Spagnola (1931-1939) permise, fino ad un certo punto, l’insegnamento in euskera...

“A laughter that will bury you”… or maybe will keep a language alive! On the local language of Parma

“Una risata vi seppellirà”… o forse terrà viva una lingua! Sulla lingua locale di Parma by Fara Taddei Fara Faddei is a graduate student in French Studies at the University of Illinois. She is currently completing her studies of French literature and culture and planning on enlarging her research to world literature. She is interested in Europe and cinema all over the world. She wrote this blog post while enrolled in 418 ‘Language and Minorities in Europe.’ Piazza Garibaldi, centro di Parma. Foto di Carlo Ferrari. Come si crea una risata di gusto? Gli ideatori di io parlo parmigiano, serie di sketch comici nata su Facebook e cresciuta nelle piazze, condiscono le loro risate con un’abbondante dose di dialetto parmigiano, la lingua propria della città di Parma. Parma, nota in tutto il mondo per le tradizionali prodezze gastronomiche, quali formaggio Parmigiano-Reggiano e prosciutto crudo di Parma, è una città di circa 200.000 abitanti, situata nella regione del Nord-Italia chia...

Sprichst Du Italienisch? (Parli Italiano?) La Questione di Lingua sulle Alpi

by Michelle Cozzini Michelle Cozzini is a graduate student in the Master Program in Accounting Science at the University of Illinois. Of Italian origin, Michelle is planning on working in Ernest and Young LLP Financial and Tax services in the near future. S/he wrote this text in the 418, ‘Language and Minorities in Europe’ course in the spring of 2015. La regione di Trentino – Alto Adige è una delle regioni più a nord d’Italia e confina con l’Austria. Anche se la provincia rimane parte dell’Italia, i cittadini trentini non si sentono Italiani, e per la maggior parte nella città di Bolzano, e in altri paesi del Südtirol, non parlano neanche italiano. Questa parte d’Italia è interessante riguardo al rispetto che la lingua tiene sul nazionalismo. Per esempio, se vai in Trentino, i punti più a nord della provincia avranno tantissimi segni che allegano alla cultura tedesca. La mia ricerca su questo tema identifica la storia come spiegazione dell’importanza del tedesco nella cultura. P...

Gli atteggiamenti e il ruolo della globalizzazione della lingua inglese dopo la seconda guerra mondiale in Italia

Lauren Woodward is an undergraduate student at the University of Illinois at Urbana-Champaign, majoring in Italian. She wrote this blog entry on attitudes towards English and the role of English as a language of choice in higher education in Italy in the EUC sponsored ‘Language and Minorities in Europe’ (ITAL 418) course in the spring of 2013. by Lauren Woodward Poiché sono una madrelingua inglese che abita negli Stati Uniti penso che sia facile per gli Americani, in un mondo dove Inglese è una lingua franca globale , immaginare che tutti parlino almeno un po’ di Inglese o che l’Inglese sarà utilizzabile all’estero. Penso anche che diamo per scontata la diffusione di una lingua in altre culture. L’Inglese è in crescita, particolarmente nell’ultimo secolo, e più un mondo è globalizzato più l’Inglese è integrato in altre culture e società.  Se l’atteggiamento verso una lingua è positivo poi la richiesta di quella lingua aumenterà e sarà accettata socialmente e linguisticamente in...

Se gli Italiani possono farlo, perché non l’Unione?

Se gli Italiani possono farlo, perché non l'Unione? If the Italians could do it, why not the EU? by Orion Meyer | editor: Alessia Zulato (PhD Candidate in French) | L'Italia non è una nazione di una sola lingua, ma di tantissime lingue. Come mostrato dalle sequenti mappe, ci sono dialetti regionali, locali, etc. [1]   http://www.kidseurope.com/Newsletter/LanguagesofItaly.htm   Questa cosa potrebbe causare un numero di problemi senza limiti. Ma c'è una lingua franca per la nazione – L'Italiano. La lingua è parlata dalla gran maggioranza del popolo [2] perché senza una lingua comune, il governo e il paese non funziona. Ma con una lingua franca, tutti i cittadini  hanno l'opportunità e l'abilità di comunicare facilmente. Questa cosa è importan-tissima per una nazione con divisione dietro ogni angolo. Il parallelismo fra Italia e L'Unione Europea è questo – ci sono tantissime lingue dei cittadini, ma c'è anche un governo centrale. Oggi, ...